Voci dal Congo – Nduye

Padre Silvano ci aggiorna da Nduye sui progressi nella Missione

(Nduye, 18 giugno 2014)

Cari Amici,

da tempo volevo scrivervi per condividere il “peso” e le attese della mia vita missionaria.  A scanso di equivoci vi dico che a Nduye sono nell’anticamera del Paradiso. Ma guardando fuori dalla porta vedo tanta povertà, miseria, rassegnazione per cui la mia estasi si trasforma in sofferenza e tormento.

Sono qui a Nduye – ufficialmente e stabilmente – dal 10 agosto  dello scorso anno. Ho avuto numerose parentesi di assenza per aiutare Mons.  Antonio Barone nel suo convitto universitario a Kinshasa  e per vari altri motivi. Tutto sommato posso dire che non sono stato ozioso. Ho reso abitabile la casa dei Padri  in cui attualmente viviamo assieme a tre suore africane. Sto ristrutturando la casa delle suore – che apparteneva alle Suore  Comboniane -; ho cercato di inquadrare i Pigmei spingendoli a fare ciascuno  il proprio  campo, fornendo gratuitamente gli arnesi di lavoro e le sementi, per un totale di venticinque quintali di fagioli e diciassette   quintali di arachidi e otre settecento kili di riso.

Ho  sensibilizzato i genitori dei villaggi della foresta a mandare i loro bambini a scuola, ma non esistendo edifici ho dovuto improvvisare delle costruzioni di fortuna e indefinibili. Ho aiutato quasi tutte le scuole dando un piccolo aiuto mensile agli insegnanti  non pagati o pagati miserabilmente dal Governo e in qualche caso fornendo quaderni, biro, gessi, lavagne e … pallone agli alunni.

In francese  si direbbe che ho “papillonné”  (come le farfalle che passano da un fiore all’altro) senza  veramente risolvere un problema. Un risultato l’ho ottenuto: è rinata la speranza e Nduye  si sta lentamente riprendendo. Il Vescovo di  Wamba, Mons.  Kataka che è venuto qui il 25 maggio per le Cresime ha ripetuto parecchie volte che era felicemente sorpreso del grande cambiamento operato in così poco tempo.

Da segnalare: -la missione è di nuovo ordinata, con le strade e i vialetti in ordine; la casa pulita. Ho sistemato anche la casa degli ospiti: cinque stanze e due “bagni” degni di una modesta casa italiana. Purtroppo dobbiamo riempire le cisterne portando l’acqua con i secchi!

Circa duecentotrenta Pigmei hanno fatto il loro campo e in questi giorni, per la prima volta in numero così abbondante, stanno raccogliendo i fagioli e le arachidi.

Vorrei continuare ad aiutarli e dare loro altre sementi   di riso, ma la FAO qui non c’è!

Molti bambini della foresta hanno ripreso il sentiero della scuola. Certo non avranno imparato granché viste le condizioni ambientali, le difficoltà per andare  a scuola soprattutto quando piove e i ruscelli si gonfiano e anche tenuto conto del livello  degli insegnanti.

Adesso sono soprattutto preoccupato della riabilitazione della casa delle Suore che è stata abbandonata dalle Comboniane nel dicembre del 1996…e che era  luogo di transito di ribelli, soldati, bracconieri,ladri.

Il Vescovo vorrebbe venire a benedirla il 10 agosto. Spero di farcela, ma sono veramente preoccupato per le spese. Certi materiali li ho trovati a Kampala: vetri, colore, grondaie, cisterne. Il trasporto e la dogana hanno raddoppiato il prezzo dell’acquisto. Per il trasporto dipendo dalla missione di Mambasa alla quale ho lasciato tutte le macchine al momento del mio trasferimento a Nduye. Adesso mi muovo a piedi o in moto.

A volte, però!,  ho dei momenti di … vuoto!  Mi sembra che i risultati non siano proporzionali allo sforzo e all’impegno con cui affronto i problemi. Spesso mi viene alla mente la domanda di Gesù al paralitico della piscina probatica:”Vuoi guarire?” –  Mi domando se veramente queste persone (Pigmei, ma anche i Walese)  vogliono cambiare o se vogliono soltanto essere aiutate nella loro mendicità. A loro discolpa c’è il fatto che la parrocchia è stata senza pastore dal 2007 e l’ultimo parroco  è stato rimosso  dal Vescovo per ragioni gravi.

So che il tempo stringe. A novembre compio 76 anni e l’anno prossimo saranno uno in più.

Ho intenzione di  continuare e concentrare il mio lavoro ancora su queste due direzioni: scuola, lavoro, a cui aggiungere un terzo elemento: la sanità.

–          Sto pensando di aprire un internato per i bambini Pigmei della foresta. Se restano nel loro villaggio  non impareranno mai a leggere e a scrivere. Penso di  portarne un certo numero qui alla missione e alloggiarli, dare loro da mangiare e mandarli a scuola. Il locale  per l’internato esiste. E’ lo stesso locale in cui erano alloggiati i ragazzi che frequentavano la scuola di meccanica nel 1970 quando sono giunto a Nduye per la prima volta.  Ma ha bisogno veramente di una ristrutturazione seria. Nel corso degli anni “qualcuno” si è divertito a far sparire le lamiere del tetto e quindi anche i muri e i pavimenti ne hanno sofferto.

 –          Vorrei : costruire una o due scuole nei villaggi di una certa importanza,

:  continuare il progetto di lavoro agricolo con i Pigmei “Kutumika ni furaha” (lavorare é gioia!)

 –          Ho intenzione di chiedere alla Madre Generale delle suore  Servantes che sono qui con noi una suora infermiera perché si dedichi con serietà, competenza e amore alla cura degli ammalati.

 –          Sul piano pastorale penso  dedicarmi soprattutto all’accompagnamento delle famiglie: creare un’associazione  di genitori   (Mouvement familial) che siano di esempio,  che si impegnino a vivere la vita cristiana, fatta di preghiera (mattino, sera, Santa Messa domenicale, lettura del Vangelo)  lavoro serio dei campi, cura per la loro casa e  amore e attenzione per i loro bambini e lavoro comunitario per poter aiutare i poveri.

Purtroppo per tutto questo sono solo:  le autorità locali  sono completamente amorfe e assenti e mi vedono anzi come una fonte  di   guadagno, imponendomi  ogni sorte di tasse: su  internet e sul il salario degli operai, anche se questi non hanno dallo Stato nessun vantaggio.

Pazienza!  Le parole di San Vincenzo de Paoli sono sempre di grande attualità e mi  indicano la strada da seguire e l’atteggiamento da custodire nel profondo del cuore:”Fatevi perdonare il bene che fate”.

Proprio stamattina, Gesù mi ricordava: “Non agire  far piacere agli uomini e o per avere la loro approvazione. Il Padre vostro che è nei cieli, vede e Lui ti ricompenserà”.

Ciao… Grazie della tua amicizia e del vostro ricordo.

Una preghiera a  Colui che ci inspira, ci sostiene, ci ama  e ci perdona!

Un abbraccio. P. Silvano

 

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